sabato 10 giugno 2017

Tuttingioco - il gioco strutturato come strumento educativo

Tuttingioco - l'applicazione del gioco nel trattamento dell'autismo
Tuttingioco: un libro di Gabriele Mari,
prefazione del prof Andrea Canevaro
Vi ricordate Gabriele Mari? Lo abbiamo intervistato nel 2015 quando ci raccontò della sua esperienza sull'uso dei giochi in scatola in una casa circondariale. Nel 2016 abbiamo recensito "raccontami una storia", uno dei giochi di cui è autore.
Qualche tempo fa mi ha contattato per invitarmi a seguire una conferenza presso la cooperativa sociale la pieve su di un tema di estremo interesse: l'utilizzo del gioco con soggetti autistici.
Avrei tanto voluto partecipare ma la lontananza e la sovrapposizione con i miei orari lavorativi non me lo hanno permesso.
Fortunatamente ho potuto acquistare il libro della conferenza: "Tuttingioco: il gioco strutturato come strumento educativo".
Ho divorato il libro e l'ho trovato pieno di spunti interessanti sotto due aspetti: nell'uso del gioco come strumento educativo (sia in soggetti normali che speciali) e nella possibilità di strutturare i materiali di un gioco migliorarne la giocabilità (sia dal punto di vista di game design che sotto l'aspetto di miglioramento dell'esperienza di gioco).



Il libro raccoglie alcuni anni dell'esperienza della cooperati la coccinella sull'utilizzo del gioco con ragazzi autistici descrivendo come aiutarli a passare da un giochi pensati per loro fino ad utilizzare giochi disponibili.
"Ma perché il gioco è uno strumento valido in questi casi?"
Gabriele scrive: "Nei bambini a sviluppo tipico, il gioco è universalmente riconosciuto come un elemento fondamentale nello sviluppo: il gioco aiuta ad acquisire e a potenziare le abilità cognitive, l'immaginazione è la creatività." È continua: "La forza del gioco da punto di vista educativo è che il giocare viene percepito come un attività intrinsecamente divertente, e per essere divertente deve essere una spinta volontaria, ovvero devo prendere le mosse dagli interessi e dalle preferenze del bambino."
Nel libro viene presentata la forte somiglianza tra il metodo di lavoro TEACCH (Treatment and Educativ offline Autistic and Comunicazione Handicaped Children) e l'attività di Game Design (ovvero la progettazione di giochi).
In particolare la strutturazione del piano di lavoro/gioco è fondamentale tanto per organizzare un'attività con ragazzi autistici quanto nello sviluppo di un buon gioco. È infatti la strutturazione spaziale del gioco che permette di guidare il ragazzo nello sviluppo delle proprie abilità.
Ho trovato estremamente interessante la spiegazione di alcune tecniche TEACCH utilizzate nel loro lavoro e di come sia possibile "ludicizzare" alcune tipiche attività della vita quotidiana di un ragazzo autistico.


Ho trovato interessante il paragrafo di spiegazione su come insegnare/spiegare un gioco, quello che scrive Mari è applicabile non solo in questo caso specifico, ma anche con bimbi di varie età ed adulti.
Ancora più interessante è stata la presentazione dell'adattamento di alcuni giochi classici (gioco dell'oca, memory, domino, etc) in modo da poter essere utilizzati autonomamente da ragazzi autistici.

Se foste interessati a riceve una copia del libro potete richiederla a "coccinella @ cooplapieve.it" richiedendo il libro: Tuttingioco. Ne sono disponibili meno di 10 copie.


Per Approfondire


Uno dei giochi di Gabriele è stato il risultato della sua esperienza presso il centro la coccinella come strumento di espressione per i ragazzi con autismo. Parliamo di Raccontami una Storia che ho recensito a questo link.


Mentre potete leggere dell'esperienza "Giocare Dentro" sull'utilizzo dei giochi da tavolo come strumento educativo all'interno della Casa Circondariale di Ravenna fatta sempre da Gabriele a questo link.




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