lunedì 9 ottobre 2017

Ma i giochi di ruolo sono pericolosi o è una leggenda urbana?


Recentemente un articolo online ha catturato la mia attenzione. Vista l'uscita della 5ta edizione di D&D, l'autrice aveva deciso di parlare dei giochi di ruolo etichettandoli come pericolosi, come una porta aperta sull'occulto, ed aveva riportato la storia di un ragazzo che provava un senso di onnipotenza e di profondo legame con il gioco. Il succo dell'articolo era che questi giochi avevano il potere di deviare la mente dei ragazzi conducendoli su strade pericolose ed avvicinandoli al mondo dell'occulto. Il blog di questa autrice si rivolgeva ad un pubblico di chiaro stampo cattolico proponendo una visione del mondo dei giochi di ruolo particolarmente distorta.

Read the english version on medium

Non molti di voi sanno che sono un cattolico praticante, che la mia formazione educativa nasce e si sviluppa all'interno delle comunità parrocchiali di Legnano (MI) dove sono stato animatore, educatore, e responsabile per oltre 20 anni. Fino al 2015 ho gestito un numeroso gruppo giovani della nostra unione pastorale Oltre-Sempione di Legnano assieme a Coadiutore della pastorale giovanile. Nel 2015 ho scelto di lasciare questo ruolo perché ritenevo di aver svolto il mio compito ed avevo la necessità di intraprendere nuove sfide educative (tra cui Educere Ludendo) e di continuare la mia formazione spirituale e personale.

La mia passione per i giochi di ruolo nasce nel lontano 1989: durante la solita vacanza sul Lago d'Orta. Quell'estate un mio amico (Emanuele) si procurò una profonda ferita sulla pianta del piede tuffandosi dal pontile della nostra spiaggetta. Fortunatamente Luca aveva portato in vacanza il manuale Base di Dungeon and Dragons! Quando Emanuele rientrò dall'ospedale con il piede rattoppato ed una mobilità ridotta noi eravamo già riuniti attorno ad un tavol per capire come iniziare a giocare a questo gioco. 
Sotto le fresche frasche del camping punta di Crabbia, quattro ragazzi decisero di trascorrere tutta l'estate attorno ad un tavolo assieme al loro amico ferito affrontando mostri, nemici, orripilanti mostri, demoni...

La mia passione per i GdR crebbe negli anni e provai altri giochi: Stormbringer dove dovevi donare una parte della tua anima per incatenare i demoni alle tue armi; Il richiamo di Chtulhu, dove inseguivi i cultisti di antiche divinità addormentate nelle viscere della terra; Cyberpunk, Il signore degli anelli, Vampiri nei secoli bui, Wherewolf, per poi approdare a giochi di ruolo indie come Avventure in prima serata, Un penny per i miei pensieri, Esoterroristi, e Polaris

Per la gran parte della mia esperienza ludica ho ricoperto il ruolo di master (ancora oggi, tutti i lunedì sera assieme a Mattia, Ricky, Tommaso e Claudio)... ovvero quello che si occupava di tessere le file della storia. Negli anni sono arrivato ad avere addirittura tre gruppi settimanali differenti di giochi di ruolo.
La cosa che amavo di più era potermi trovare con i miei amici a giocare, inventare storie, proporre enigmi e provare a vivere sulla mia pelle le sensazioni delle avventure che leggevo nei libri che amavo.
Penso forse il 1998  il 97 o forse era il 2002... non mi ricordo minimante quando fosse... beh poco importa! Sta di fatto che in oratorio avevamo un problema: 4-5 ragazzi di strada, un gruppetto di ragazzi di 8-9 anni, non riusciva a rispettare le regole dell'oratorio. 
Come spesso accade nelle strutture parrocchiali la soluzione più semplice che veniva proposta era quella di "lasciarli fuori" ma io non mi ci trovavo in queste scelte. Mi chiedevo: Gesù cosa avrebbe fatto? Li avrebbe lasciati fuori dalla porta oppure accolti? Gli avrebbe proposto un cambiamento oppure li avrebbe emarginati? 

Ed allora, molto ingenuamente, mi proposi di intrattenerli una volta la settimana con Dungeon and Dragons. La cosa ebbe un effetto sconvolgente sui ragazzi...  Nel giro di qualche settimana passarono da non riuscire neppure a stare seduti su di una sedia a passare due-tre ore seduti! Avevo strutturato le loro avventure in modo che ci fosse dietro un chiaro insegnamento e notavo che attraverso il gioco alcuni valori riuscivano ad essere veicolati più facilmente. L'anno successivo a seguito della mia laurea e del lavoro che mi portava lontano da casa per parecchio tempo dovetti abbandonare il mio ruolo in oratorio. Ma i ragazzi continuavano a cercarmi ma il tempo ed il lavoro non mi permettevano di seguirli. Ed ancora oggi rimpiango di non averlo fatto.

L'anno successivo, la mia amica Benedetta propose un progetto di utilizzo dei giochi di ruolo come strumento educativo presso il Centro di Aggregazione Giovanile del quartiere Mazzafame. Era appena uscita dalla laurea triennale in scienza dell'educazione a Milano dove un professore, di cui non ricordo il nome, aveva spiegato come il gioco di ruolo poteva diventare un potente strumento educativo! Per alcuni anni la Benny portò avanti il progetto, chiedendomi saltuariamente consigli e materiali. Era il 2005 o il 2006 quando si sposo e mi chiese di continuare il progetto nel CAG. Era da un pò che non avevo un ruolo educativo ed viaggiavo con una regolarità che mi permetteva di garantire continuità al progetto. Per tre anni seguii un gruppo di ragazzi di 18-22 anni utilizzando il gioco di ruolo come strumento educativo. È stato bello, emozionante, ed ha creato legami che ancora oggi perdurano!

Mi ricordo ancora di questa vignetta di Kovalich che era apparsa su Nexus... Come Educatore, Cristiano, Cattolico, Giocatore, etc... sentire qualcuno che ancora oggi parla di quanto possa essere pericoloso un gioco di ruolo e quanto possa avvicinare un ragazzo all'occultismo mi sembra anacronistico

Googlando qua e là possiamo trovare parecchio materiale interessante che spiega chiaramente che un gioco di ruolo non è pericoloso. Mi piace commentare un articolo scritto da Fabio Paglieri, ricercatore dell'istituto di scienze e tecnologie della cognizione e presidente dell'Associazione italiana di scienza cognitiche che ne "Il gioco di ruolo come sistema complesso: conseguenze pedagogiche e terapeutiche" scrive di come il gioco di ruolo possa essere un importante strumento educativo, di come esso incoraggi l'autoeducazione sia nel singolo che nel gruppo e di come questo concetto di complessità vada tradotto come la creazione di un contesto ricco, vivo, dinamico e divertente. Vi consiglio anche di leggere l'articolo "il gioco di ruolo come setting educativo" di Matteo Ripamonti, professore del dipartimento di scienze formative dell'università bicocca nel quale afferma: "II gioco di ruolo è ricco di concrete possibilità educative: attraverso questo strumento, persone competenti possono vivere e far vivere esperienze ricchissime dagli esiti imprevedibili. Ed in fondo la scoperta del nuovo, l'esplorazione avventurosa, la vera animatrice di ogni esperienza autenticamente educativa."

Smettiamola dunque di demonizzare i giochi, i video giochi ed in particolare i giochi di ruolo. Come genitori/educatori dobbiamo capire che le problematiche non sono insite nello strumento ma dall'uso malevolo che qualcuno può farne. Come qualunque altra cosa l'uomo abbia inventato! 

Sta di fatto che nella mia esperienza quasi 30ennale ho sempre trovato persone molto positive girare attorno all'ambiente del gioco di ruolo. Nel corso degli anni ma soprattutto delle partite mi sono trovato davanti a pormi domande filosofiche ed etiche che mi hanno aiutato a prendere parecchie scelte e a formare il mio carattere. Beh credo che in fondo i giochi di ruolo mi abbiano aiutato a diventare una persona migliore!

Nessun commento:

Posta un commento